15 settembre. ultimo sondaggio Demos. Il governo Conte è il governo che ha il massimo di consensi in Europa !!!!

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22 e 23 SETTEMBRE A BOLOGNA. PARCO DEL VELODROMO (Via Piave).

foto di Michele Facci.

Festa Regionale del MOVIMENTO SOVRANISTA. I prossimi 22 e 23 settembre, al Parco del Velodromo di BOLOGNA, il Movimento Sovranista dell’Emilia-Romagna organizza una festa all’insegna del confronto politico-culturale su alcune delle tematiche di maggiore attualità:
i rapporti con l’Islam, il “Sistema Giustizia”, la Rivoluzione del Buonsenso di Salvini, le Elezioni Regionali 2019.
Ospiti di eccezione e di rilievo nazionale contribuiranno ad arricchire il dibattito.

Il tutto in un contesto decisamente identitario.
Vi aspettiamo!

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Sabato 22 settembre 2018        ore 10: Apertura della Festa

ore 11,15: “Moschea : le ragioni del NO”     MAGDI ALLAM

ore 17,30:Quali riforme per il sistema Giustizia?”

 Avv. Stefano CALIANDRO (Capogruppo PD – Regione E. R.)
Avv.
Libero MANCUSO (già Magistrato)
On. avv.
Jacopo MORRONE (Sottosegretario alla Giustizia, Lega)
Avv.
Domenico NACCARI (Mov. Sovranista)

ore 19,00: Regionali 2019: l’Emilia-Romagna sarà contendibile?          
Alan FABBRI (Lega)
Michele FACCI (Mov. Sovranista)
Andrea GALLI (Forza Italia)
Paolo CALVANO (Partito Democratico)
Igor TARUFFI (SI – Liberi e Uguali)
ore 21,30: POVIA in concerto

DOMENICA 23 SETTEMBRE  ORE 11,15
“La Rivoluzione del Buonsenso e il Sovranismo necessario

Gianni ALEMANNO
(Segr. Naz. Mov. Sovranista),
Lucia BORGONZONI (Lega, Sottosegretario ai Beni Culturali),
Roberto MENIA (Pres. Naz. Mov. Sovranista),
Silvia SARDONE (Cons. Reg. Lombardia).

I NOSTRI GIOVANI CHE NON SI ARRENDONO

Si è tenuto a Contigliano (RI),  il campo “Invictus”, organizzato da Gioventù Identitaria il movimento giovanile del MOVIMENTO NAZIONALE.
L’evento ha scelto come simbolo quello degli Arditi non solo per ragioni storiche e commemorative (1918 – 2018), ma anche e soprattutto per suggerire un parallelo tra due generazioni alle prese con tempi diversi e sfide diverse che richiedono però la stessa forza, lo stesso coraggio, la stessa capacità di puntare il nemico, guardarlo negli occhi e andare all’assalto dello stesso.
I giovani  hanno discusso di identità, sovranità, ambiente, Europa, istruzione, solidarietà e cultura analizzando da più parti i danni causati dal mondialismo e dal liberal-liberismo e proponendo un modello “alternativo al sistema” attraverso un documento che verrà pubblicato prossimamente.

Due cose sono emerse su tutte.
La tradizione che fu della destra sociale non è morta ma è quanto mai viva. 
È stato possibile quindi fare esperienza pratica di ciò che significhi la parola Tradizione, ovvero trasmissione di ideali e valori vitali di generazione in generazione, di padre in figlio. 
A tal proposito toccante e densa di significato è stata la testimonianza di Antonella Mattei, sorella dei fratelli Mattei uccisi nel rogo di Primavalle, che sono ancora oggi l’esempio di cosa significhi seguire fino in fondo un’ideale.

La seconda considerazione è che il successo della Lega, che ha cavalcato le battaglie che furono proprie della “destra sociale” sin dall’MSI, ci suggerisce che i tempi sono cambiati!
Il popolo è con noi, in Italia e in Europa assistiamo ad un risveglio dei popoli e delle identità, ad un desiderio diffuso di recuperare il senso della vita della nazione contro il nichilismo imposto non dall’Europa, che anzi proprio ora sembra ridestarsi e tornare alla propria natura e missione di unione dei popoli, ma dall’UE a trazione capital-finanziaria.

Fondamentale in tal senso è stata la chiusura del campo affidata a Gianni Alemanno.
In questo momento storico,  è necessario e doveroso da parte nostra difendere Matteo Salvini dagli attacchi delle èlites che minacciano le nostre stesse idee.
Inoltre l’altro dovere di noi identitari è quello di tracciare la strada per un nuovo dialogo con il mondo della destra, purchè ciò avvenga nella condivisione di valori non negoziabili per costruire un modello che sia realmente alternativo non solo dal punto di vista economico e sociale ma anche e soprattutto  dal punto di vista antropologico.

Risveglio dei giovani e risveglio dei popoli nel solco della tradizione sono stati quindi i temi fondanti, l’Italia e l’Europa hanno ancora una speranza!

A marzo 2019 li mandiamo tutti a casa (per sempre).

ORBAN, AUTOGOL DELLA UE IL VOTO CONTRO L’UNGHERIA

 

Il voto  del Parlamento europeo contro il premier ungherese Viktor Orban oltre ad essere un attacco al principio di autodeterminazione dei popoli, è un vero e proprio autogol per l’Unione Europea.
Censurare in modo così duro un capo di governo che gode di un vastissimo consenso popolare nel suo paese e che è punto di riferimento per i paesi del Gruppo di Visegrád, significa dimostrare quanto l’Unione  Europea è lontana dalla volontà popolare e sorda al sentimento identitario e sovranista che si diffonde in tutto il continente.
Chi pensa di aver colpito Orban non si rende conto di averlo reso ancora più forte e credibile rispetto al proprio popolo.
Colpisce in particolare la miopia di molti esponenti del PPE che sono andati a rimorchio delle tesi radical-progressiste, non rendendosi conto che oggi il “centrodestra” europeo è succube dei socialisti.
Oggi più che mai la democrazia e la sovranità popolare sono a destra, mentre la sinistra preferisce condannare il sentimento e il voto dei popoli.
GIANNI ALEMANNO

Ecco perchè il PD è ormai alla frutta….

 On. Annibali (PD) alla Camera: “A Parma governa la Lega”

Lo ha detto Lucia Annibali ( candidata del PD a Parma nelle elezioni politiche di marzo) alla Camera nel corso di un intervento a sostegno dello stanziamento dei fondi del piano periferie a favore della città emiliana.
Un colossale e incredibile svarione. A Parma infatti è al timone Effetto Parma di Federico Pizzarotti, ( vicinissmo alla sinistra del PD) che la Lega coglie come segnale di d”augurio in vista delle prossime elezioni“. “Questo è il livello di conoscenza del territorio della parlamentare di Martina che il sindaco Pizzarotti e il Pd hanno detto di votare alle scorse Politiche”, osservano i leghisti parmigiani.

“Presto stop alle aperture selvagge domenicali” ERA ORA

Il governo gialloblù del cambiamento ha rilanciato la proposta della chiusura degli esercizi commerciali nel giorno di domenica, abolendo così la normativa di completa liberalizzazione attuata dal Governo Monti nel 2012.
Occorre una rivisitazione della normativa che non penalizzi più il commercio di prossimità e le botteghe storiche e, dall’altra, restituisca ai cittadini e alle famiglie una dimensione socio-economica più a misura d’uomo, riscoprendo il gusto e il valore della domenica e delle festività.
Speriamo allora che questa proposta auspicata da molti italiani vada in porto.
 Un primo motivo è economico: decine di migliaia di piccoli negozi sono stati costretti a chiudere (come vediamo anche nella nostra Parma) non potendo competere con gli orari della grande distribuzione portando alla desertificazione d’interi quartieri che restano in mano a bande di balordi.
Oltretutto molti centri commerciali sono stranieri e tagliano le gambe agli esercizi commerciali di dimensioni più piccole che sono invece di gestione italiana.
E poichè vogliamo prendere esempio sempre dagli altri paesi Europei, in Francia e Germania ( ma non solo) la domenica stanno chiusi e nessuno grida alla fine del mondo, i centri commerciali non sono falliti e coloro che piagnucolano “mamma mia si perderanno posti di lavoro” dicono falsità.
I dipendenti che lavorano la domenica nei centri commerciali sono gli stessi che lavorano gli altri giorni: nessuno è assunto per lavorare solo la domenica.
Nel settore del commercio se ne sono persi tantissimi sì, ma a partire dal 2012 quando è entrata in vigore la liberalizzazione selvaggia a favore dei supermercati.
Un’obiezione che viene posta: vi sono altri lavoratori che lavorano nei giorni festivi.
Vero, esistono lavori di pubblico servizio o di pubblica utilità che prevedono giustamente turni nei festivi.
Ma paragonare il servizio ospedaliero, l’informazione, il trasporto pubblico, all’impellenza dell’acquisto di jeans o di un tavolino è allucinante.
Anche nella ristorazione e nell’intrattenimento c’è chi lavora nei festivi ma hanno una funzione sociale che si manifesta nel consentire a persone, conoscenti e familiari di stare insieme in modo piacevole.
Se lasciamo da parte gli egoismi personali, un’altra riflessione deve interessare tutti: una famiglia  non può condurre serenamente la propria vita quando il marito è a casa dal lavoro la moglie è a lavorare, o viceversa, o quando i figli sono a casa da scuola, uno o entrambi i genitori sono al lavoro.
 In più, avere il tempo libero dal lavoro in giorni diversi gli uni dagli altri non consente che esso sia vissuto come tempo di festa, perché non è possibile far festa da soli; così come limita fortemente le relazioni amicali e la libera partecipazione alla vita di gruppi, associazioni e comunità.
Poi ci sarebbe (c’e) anche la questione religiosa: i cristiani avranno pur il sacrosanto diritto di “celebrare” la loro festa o no ?
O bisogna celebrare solo il dio denaro?
Per queste diverse ragioni i giorni “festivi” vanno difesi e riconsegnati  al loro destino di giornate straordinarie e di “condivisione sociale”, anche a costo di scontentare i soliti ben noti…che pensano solo a se stessi.
Quindi cambiamo rotta per non penalizzare i piccoli commercianti e le botteghe storiche e ridare a lavoratori e famiglie la libertà delle domeniche.

MARIO BERTOLI

L’Italia senza restrizioni, unico Paese in Europa

L’Italia è l’unico Paese europeo che non prevede alcuna restrizioni di orari (e di aperture) per festivi e superfestivi. La novità è stata introdotta dal governo Monti che nel 2012 con il provvedimento Cresci Italia ha voluto liberalizzare del tutto gli orari degli esercizi pubblici.