CANTIERE ITALIA: 24/25 novembre

Tutta la Destra che vuole la Sovranità si riunisce in Cantiere Italia, una grande Assemblea dove si confronteranno esperienze e provenienze diverse per costruire insieme un nuovo progetto al servizio della nostra Nazione.
Siete tutti invitati in questi due giorni in cui un mondo si ritrova, non per recriminare o rimpiangere il passato, ma per tornare a sperare e a combattere per un’Italia che non vuole più essere una colonia.

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CHI HA ROVINATO VERAMENTE L’ITALIA ?

Leggendo i “giornaloni” e sentendo le varie TV di Stato (e non) sembra che la manovra varata dal governo gialloblu non lasci scampo all’Italia: sarà la rovina.
Lo dicono molti “scienziati” che ci spiegano quanto sia incapace questa compagine di governo.
Le facce cupe, più del solito, degli esponenti del PD e di Forza Italia, (fors’anche per la batosta presa nelle recenti elezioni che hanno dimostrato la loro irrilevanza anche in Trentino-Alto Adige) vogliono convincerci che questa manovra economica farà saltare tutto.
Ma ragioniamo e ricordiamoci chi ha portato veramente l’Italia sull’orlo del baratro.
Da Monti in poi le manovre economiche dei vari governi sono state un esempio di macelleria sociale, impoverendo ulteriormente chi già era povero, tagliando diritti acquisiti, mettendo sul lastrico migliaia di piccole imprese, un’età pensionabile sulla soglia dei 70 anni, per non parlare dei tagli alla sanità, alla scuola, alla ricerca ecc. ecc.
E, allora, ci domandiamo: dov’erano questi “scienziati” mentre i governi massacravano i cittadini e impoverivano il Paese?
E quindi dopo tutto quello che è successo, dovremmo oggi essere preoccupati dalla manovra economica del governo gialloblu, che vuole mettere, tra l’altro, qualcosa nelle tasche di 5 milioni di persone che sono sotto la soglia di povertà ma contemporaneamente far funzionare i centri per l’impiego e mettere in tutti i campi ordine, sicurezza e certezze nella nostra Italia?
No, non siamo preoccupati.
Il nostro Paese è in ginocchio da anni, prono davanti ai “padroni” europei e, adesso che cerca di rialzare la testa, non possiamo che guardare con speranza ai tentativi di un Governo giovane e forse con poca esperienza (per il momento), ma con tanta voglia di fare bene per la nostra Patria.
Ben venga, dunque, una manovra economica diversa, coraggiosa, ambiziosa, che non parla di “lacrime e sangue”, ma con l’obiettivo di far ripartire il Paese, sia pure in deroga (peraltro parziale) ai vincoli europei.
E, se l’Unione Europea non da il suo “via libera” questo non ci toglie il sonno.
In passato, Bruxelles ha sempre approvato le nostre manovre e le cose, per gli italiani, sono andate sempre peggio, mentre solo i soliti noti continuavano ad arricchirsi.
Quindi adesso andrà certamente meglio di come è andata con Monti, Renzi, Letta e Gentiloni che ci hanno portato a essere il fanalino di coda in Europa con immensi sacrifici sulla pelle del popolo italiano.

FORZA CHE SI RIPARTE !!!

Dobbiamo scandire un percorso preciso per portare la Destra nel Polo Sovranista. Non ci interessano percorsi individuali di “salto sul carro del vincitore” che portano tante persone di destra a riscoprirsi improvvisamente leghisti.

Siamo concentrati invece su una elaborazione culturale e su un impegno politico che porti i migliori contenuti della Destra politica e sociale dentro un Polo Sovranista che rivendichi la speranza dell’Italia a non essere più una colonia riprendendosi la propria sovranità nazionale e popolare.
Per questo chiameremo a raccolta tutto il mondo della Destra diffusa per una chiara scelta di campo a favore di Matteo Salvini in nome di valori di destra come l’unità nazionale, il senso dello Stato, il freno all’immigrazione, il diritto al lavoro.
Entro Natale pubblicheremo un libro dal titolo “Le chiavi di casa” proprio per definire in modo compiuto cosa è il sovranismo, che non può essere confuso con il nazionalismo, la demagogia e la xenofobia.
A fine novembre ci troveremo in una grande assemblea della destra diffusa per dare rappresentanza politica a questa identità di destra che si riconosce nel Sovranismo.”
lo ha dichiarato Gianni Alemanno a margine del Seminario di studi “Le chiavi di casa: definire il sovranismo” che si è svolto a Frascati con quaranta relazioni e l’intervento di dirigenti politici, intellettuali e accademici.

I lavori di questo seminario serviranno proprio per raccogliere i contenuti del libro sul sovranismo.  FORZA CHE RIPARTIAMO

” LE CHIAVI DI CASA”

“Le chiavi di casa”: a Frascati la due giorni del Mns per un «manifesto sovranista»

“Le chiavi di casa”: a Frascati la due giorni del Mns per un «manifesto sovranista»

Un seminario di studio per chiarire cos’è il sovranismo e una petizione per dargli sostanza, chiedendo al governo italiano di esercitare il diritto di veto sul Quadro finanziario pluriennale europeo, il bilancio della Ue. Sono le due iniziative presentate dal Movimento nazionale per la Sovranità nel corso di una conferenza stampa al Senato, alla quale è intervenuto, tra gli altri, il segretario nazionale Gianni Alemanno.

«Il termine “sovranismo” è ampiamente usato e abusato sui media italiani ed europei. Ma in realtà non ne esiste una precisa definizione politica e ideologica.
Questo permette facili confusioni con i termini “populismo” o “nazionalismo”, se non addirittura “xenofobia”», ha sottolineato Alemanno, chiarendo la necessità di un approfondimento che metta al riparo questo filone politico e culturale dalle distorsioni e dalle strumentalizzazioni.
Durante il seminario, intitolato “Le chiavi di casa – Seminario di studio per un manifesto sovranista” e organizzato per sabato 20 (inizio ore 9,30) e domenica 21 (termine ore 14) a Villa Tuscolana a Frascati, saranno presentate 42 relazioni, illustrate da 64 personalità tra professori universitari, intellettuali, figure storiche della destra italiana e dirigenti del Movimento, fra i quali lo stesso Alemanno, il presidente Roberto Menia.

Tra i relatori figurano, tra gli altri, intellettuali della destra come Gennaro Malgieri, Pietrangelo Buttafuoco, Marcello De Angelis, Aldo Di Lello, Salvatore Santangelo e Antonio Rapisarda; intellettuali anticonformisti come Diego Fusaro, Alessandro Meluzzi e Romina Raponi; sei docenti universitari come Eugenio D’Amico (Roma 3), Marina Trimarchi (Università di Messina), Simone Vieri (La Sapienza), Antonio Rinaldi (Link Campus University) Alberto Manelli (Università di Ancona), Stefano Masini (Università Tor Vergata); esponenti del mondo cattolico come Giancarlo Moretti e Pier Paolo Saleri (dirigenti del MCL); un maestro di buddhismo zen come Gianfranco Gentetsu Tiberti; esponenti storici della destra come Silvano Moffa, Mario Landolfi, Pasquale Viespoli, Franco Bevilacqua e Domenico Nania; gli autori del sito record di accessi scenarieconomici.it Mitt Dolcino, Maurizio Gustinicchi e Roberto Pecchioli; Luigi Ciatti, Presidente dell’Ambulatorio Antiusura Roma; il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara e il senatore del mns Claudio Barbaro.

Al fianco di questa iniziativa, poi, il Mns ha presentato la petizione popolare per chiedere alle Camere di adottare una risoluzione che impegni il governo a esercitare il diritto di veto sul Quadro finanziario pluriennale europeo, che indica la programmazione dei flussi finanziari dell’Ue sulle proprie politiche.
Ogni Stato membro ha la facoltà di bloccarlo.
«Il diritto di veto è legittimo», ha chiarito Alemanno, ricordando che «è stato sperimentato dal governo Monti, da quello Renzi e, prima, da Berlusconi sulle quote latte».
Si tratta di un modo per far sentire la propria voce a Bruxelles, sia alla luce delle penalizzazioni dell’Italia in settori strategici come l’agricoltura, dove si registra il taglio di 3,6 miliardi di euro, sia alla luce del braccio di ferro in atto tra governo italiano e Commissione Ue sul Def e sullo sforamento del rapporto defiti-pil.
L’esercizio del diritto di veto «è l’unico modo per aprire un negoziato soprattutto per rivedere tutti i trattati europei che minano la sovranità nazionale»,  ricordando al governo che «se si pensa di ignorare le indicazioni di Bruxelles, si rischia una procedura di infrazione che nel tempo potrebbe avere esiti devastanti».

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